{"id":372,"date":"2016-12-31T16:40:07","date_gmt":"2016-12-31T15:40:07","guid":{"rendered":"https:\/\/peeparrow.com\/?post_type=dt_portfolio&#038;p=372"},"modified":"2017-03-02T19:10:04","modified_gmt":"2017-03-02T18:10:04","slug":"la-febbre-del-sabato-sera","status":"publish","type":"dt_portfolio","link":"https:\/\/peeparrow.com\/en\/project\/la-febbre-del-sabato-sera\/","title":{"rendered":"LA FEBBRE DEL SABATO SERA"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;15&#8243;][vc_column_text]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-63 aligncenter\" src=\"https:\/\/peeparrow.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/freccia-header.png\" alt=\"\" width=\"122\" height=\"35\" \/>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;15&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; animation=&#8221;fadeInLeft&#8221;][vc_column_text]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-373 size-full\" src=\"https:\/\/peeparrow.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/febbre_locandina429x501-1.jpg\" width=\"429\" height=\"501\" srcset=\"https:\/\/peeparrow.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/febbre_locandina429x501-1.jpg 429w, https:\/\/peeparrow.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/febbre_locandina429x501-1-257x300.jpg 257w\" sizes=\"auto, (max-width: 429px) 100vw, 429px\" \/>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243; animation=&#8221;fadeInRight&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p class=\"itc\"><i>La febbre del sabato sera<\/i> non era un musical, ma un complesso film con musiche. Mai come in questo caso \u00e8 stato difficile affrontare un copione cos\u00ec multiforme.<br \/>\nLa forza e l\u2019universalit\u00e0 delle musiche che accompagnavano lo svolgimento della storia del giovane italo-americano mattatore delle piste da ballo di Brooklyn, hanno fatto s\u00ec che oggi sembri naturale chiamarlo musical.<br \/>\nLe voci soavi e incisive dei tre fratelli Gibb, ovvero i Bee Gees, hanno sovrastato nei decenni successivi la forza e il ricordo di quel film. Insieme con loro l\u2019allora giovane e sconosciuto John Travolta, disinvolto e sensuale, vigoroso e molleggiato, nel completo bianco con collettone a punta di seta nera in bella evidenza; un nome, Tony Manero, iscritto ormai nel mito tra Mos\u00e8 e Al Pacino; una firma, il suo dito puntato verso l\u2019alto eguagliata forse solo dalla Z di Zorro.<\/p>\n<p>E\u2019 il 1976, ma potrebbe essere qualunque anno in cui avevamo 20 anni. Siamo a New York, ma non a Manhattan, siamo al di qua del ponte, a Bay Ridge, un sobborgo di Brooklyn che \u00e8 un sobborgo di New York City.<br \/>\nE tra candidi sorrisi, balli sfrenati, baci sensuali, musiche intramontabili, si parla di disagio giovanile, di tristi famiglie di emigrati in cui nulla pi\u00f9 resta da dirsi, di figli diventati preti per desiderio di gloria dei genitori, di voglia di riscatto, di emarginazione, di conflitti razziali, di sfruttamento sul lavoro, di amori delusi e di fatue ascese sociali.<br \/>\nMa soprattutto si parla di sogni. Poco importa se ad occhi aperti o chiusi. Comunque sogni. E i bei sogni stanno sempre al di l\u00e0 di un ponte. E per passare dall\u2019altra parte bisogna proprio mettercela tutta e credere davvero in qualcosa.<br \/>\nTony Manero supera il suo ponte il sabato sera quando la pista da ballo fa di lui un vero Re. Qualcuno dei suoi amici ci lascia la vita su quello stesso ponte. Qualcun altro s\u2019illude che per passare quel ponte sia sufficiente crearsi dei paradisi virtuali. Altri ancora si accontentano di rimanere al di qua di quel ponte perch\u00e9 magari una triste normalit\u00e0 pu\u00f2 valere pi\u00f9 di un faticoso riscatto.<br \/>\nE\u2019 con la lucidit\u00e0 del sognatore che andrebbe visto questo spettacolo.<br \/>\nDel resto, chi ricorda <i>La febbre del sabato sera<\/i> come una storia triste? Chi non rimarrebbe ore ed ore a farsi cullare e accarezzare dalle sue melodie o a farsi scuotere dai suoi ritmi frenetici? Chi non rimarrebbe incantato dal fascino di quel ragazzo di borgata la cui vita, apparentemente segnata dal destino, viene poi sublimata dai suoi stessi sogni?<br \/>\nEcco cos\u2019\u00e8 La febbre del sabato sera: una passeggiata al di l\u00e0 di un ponte.<\/p>\n<p>Il protagonista \u00e8 <b>Sebastien Torkia<\/b> italo-inglese (ma con madre francese) che da anni porta La Febbre in giro per l\u2019Europa con grande successo, ben oltre 1100 repliche tra Inghilterra, Germania e Italia. Accanto a lui Silvia Specchio, nei panni della fredda e malinconica Stephany Mangano, e Francesca Taverni nel ruolo di Annette.<\/p>\n<p>Tra gli altri, l\u2019istrionico <b>Bob Simon<\/b>, l\u2019immorale Dj Monty che manovra il gioco.<\/p>\n<p>Il musical, con le coreografie di <b>Jaime Rogers<\/b>, di lui si ricordano le cororeografie del famoso serial tv Fame-Saranno Famosi, \u00e8 recitato in Italiano, mentre i testi delle magnifiche canzoni dei Bee Jees sono lasciate in inglese come le sonorit\u00e0 tipiche di quei tempi restituite dall\u2019impeccabile falsetto stile Bee Gees di Paride Acacia, Francesco Regina e Massimiliano Giusto.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;32&#8243;][vc_column_text]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-63 aligncenter\" src=\"https:\/\/peeparrow.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/freccia-header.png\" alt=\"\" width=\"122\" height=\"35\" \/>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;15&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;15&#8243;][vc_column_text][\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;15&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; animation=&#8221;fadeInLeft&#8221;][vc_column_text][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243; animation=&#8221;fadeInRight&#8221;][vc_column_text] La febbre del sabato sera non era un musical, ma un complesso film con musiche. 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